Il focus “le condizioni di vita dei minori di 16 anni”, pubblicato ieri dall’Istat, conferma ciò che l’esperienza diretta del nostro agire nella quotidianità ci indicava.
Nel 2024, il 26,7% dei minori è a rischio di povertà o di esclusione sociale, quota che sale marcatamente per i minori che risiedono nel Sud e nelle Isole (43,6%).
Nel Mezzogiorno a livelli di rischio più elevati corrispondono anche differenze più ampie tra stranieri e italiani: il rischio di povertà o esclusione sociale tra i primi raggiunge il 78,2% e tra i secondi il 40,9%.
Il livello di istruzione dei genitori si associa strettamente alla condizione socio-economica della famiglia: è a rischio di povertà o esclusione sociale oltre la metà (51,8%) dei minori con genitori che hanno al massimo la licenza di scuola secondaria inferiore, quota di oltre cinque volte superiore a quella di coloro che hanno almeno un genitore laureato (10,3%).
Che fare? Come invertire la tendenza in presenza di numeri così impietosi? Come migliorare le condizioni di vita dei minori?
Ecco la risposta di Arcoiris. Agire nella quotidianità laddove emerge un bisogno, senza attendere la conferma di statistiche che attestino la gravità della situazione. Offrire opportunità di svago, divertimento e gioco a minori di famiglie che non sono di grado di sostenerne i costi.