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MANOS DE ORO 2026 – Restauro e conservazione nell’arte religiosa sarda

Chiese, altari, statue, dipinti su tela, affreschi, opere d’arte in legno, gesso, marmo sono soggette all’usura del tempo. Hanno pertanto bisogno di costante manutenzione e di interventi di restauro specialistico per essere salvaguardate e restituite alla pubblica fruizione.
Con queste parole Gabriela Usai, restauratrice di opere d’arte con pluridecennale esperienza, ha presentato lavori realizzati insieme a tecniche e materiali utilizzati.
Una narrazione che ha attirato l’attenzione del pubblico che con domande dirette ha voluto carpire alcuni segreti di una professione che necessita di competenze, conoscenze e abilità. Delicatezza, pazienza, meticolosità, manualità e interdisciplinarietà sono solo alcune delle principali caratteristiche di un lavoro prezioso per la conservazione dei beni culturali.

MANOS DE ORO 2026 – Laboratorio “Agrochic”, l’arte dell’anima: cere, candele e incensi

Come tenere alta l’attenzione di un folto gruppo interculturale di ragazzini insofferenti verso noiose lezioni frontali? Ci ha pensato Francesca, il cui cognome evoca sensazioni di calma, tranquillità e pacatezza in grado di suscitare un gradevole piacere. E poiché ognuno ha diritto a un nome, anche le cose, tutto è iniziato dalla parola incenso, seguita da pro-fumo. Un incipit che ha dato vita ad una narrazione. Un percorso di storytelling emozionale che ha tenuto insieme un interessantissimo laboratorio sensoriale partecipativo. Un’esperienza di conoscenza di alcune materie prime naturali – erbe aromatiche, legni, resine, spezie – imparando a percepirne caratteri olfattivi, sfumature e possibili combinazioni. Toccare, guardare e annusare per comporre polveri e miscele vegetali con l’uso di mortai e oli aromatici fino a realizzare bastoncini personalizzati di incenso naturale. Gesti semplici, lenti e concreti, che stimolano la creatività e il piacere di ritrovar sé stessi insieme ad altri.

MANOS DE ORO 2026 – Laboratorio tessuti dell’abbigliamento tradizionale sardo

C’è chi non aveva mai impugnato un paio di forbici; chi non aveva mai tagliato un pezzo di stoffa; chi non aveva mai sentito la parola broccato; chi non aveva mai visto una macchina da cucire all’opera. Eppure è stata tanta la meraviglia nel vedere quelle stoffe pregiate con i fili d’oro e d’argento, di seta e con fibre dai colori vivacissimi che in rilievo formano motivi floreali e astratti. E il pensiero va subito dritto ai bellissimi e ricchi costumi tradizionale sardi, al folclore di comunità resistenti e orgogliose della tradizione.
Non solo meraviglia ma anche sorpresa quando il papà di alcuni bambini kirghisi ricorda che lui da piccolo giocava vicino ai pedali della macchina da cucire mentre la mamma lavorava le stoffe. Anche da noi in Italia e in Sardegna una macchina da cucire singer non mancava nelle case quale elemento di congiunzione tra il lavoro domestico e quello tessile, tra tecnica e manualità, immaginazione e realizzazione.
Nasce così un primo approccio per realizzare cartoncini, segnalibri, appendini natalizi con stoffe sfrangiate. Dove l’azione artigiana diventa un fare poietico perché, come dice la parola, incontra la poesia.

Una delegazione Arcoiris ha partecipato a Manfredonia all’incontro nazionale della rete “Si può fare”

La delegazione di Arcoiris, composta da Mary Mendolia, Alessandra Gallus e Irene Montis, che ha partecipato a Manfredonia all’incontro nazionale della rete “Si può fare” ha condiviso nel corso di un interessante workshop l’esperienza maturata sul tema dello sviluppo sostenibile. L’Agenda ONU 2030 si basa su 5 pilastri, le famose 5 P: persone, prosperità, pianeta, pace e partnership. Sono le parole chiave del quadro strategico per il raggiungimento degli obiettivi del millennio. La delegazione sarda ha presentato il microprogetto “Tutti in campo per la PACE”.
La PACE infatti è un teme centrale perché promuove società pacifiche, eque ed inclusive sia per i residenti che per i migranti sostenendo la lotta alla discriminazione (di età, di genere e di razza) e le misure di contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione e alla violenza in tutte le sue forme. Un’esperienza altamente formativa e costruttiva, inaspettata e molto positiva che ha saputo valorizzare il protagonismo giovanile.

MANOS DE ORO – 2026

Menti operose e mani sapienti, ingegno e creatività, abilità e tecnica raffinata, sono binomi fondamentali di eccellenza dell’artigianato artistico identitario. Realtà di alto valore economico e sociale, da promuovere e sostenere anche in prospettiva del ricambio generazionale.

 

 

Costruiamo tutti insieme la PACE – 2026

Non c’è sviluppo sostenibile senza pace e non c’è pace senza sviluppo sostenibile.
Ancora grazie al gruppo informale giovanile per l’attività svolta con il microprogetto “Tutti insieme per la PACE”.

L’ultimo evento dell’intensa terza settimana per la promozione della cultura romanì l’abbiamo dedicato al patrimonio immateriale di questa cultura in Sardegna.

L’ultimo evento dell’intensa terza settimana per la promozione della cultura romanì l’abbiamo dedicato al patrimonio immateriale di questa cultura in Sardegna. La ricerca di Davide Atzori in base agli studi del prof. Massimo Aresu ha messo a fuoco un sistema di “Ragnatele identitarie e appartenenze multiple” a partire dalla presenza dei Gitanos nella Sardegna spagnola dell’età moderna. La specificità sarda è data dal processo di progressiva acquisizione dei diritti di cittadinanza dei gitani nell’isola che attraverso strategie matrimoniali con la popolazione locale ha consentito un maggior livello di integrazione e radicamento territoriale (sedentarizzazione). L’esposizione della ricerca ha favorito un dibattito molto partecipato sull’origine dei cognomi attraverso l’uso del patronimico e del toponimico dopo il nome proprio. Ciò avveniva per esigenze istituzionali di identificazione in modo più diffuso tra le comunità agro-pastorali in cui erano insediati, mentre l’attribuzione del nome si traduceva come forma di autocoscienza identitaria.