Archivio
MANOS DE ORO 2026 – Laboratorio “Agrochic”, l’arte dell’anima: cere, candele e incensi
Come tenere alta l’attenzione di un folto gruppo interculturale di ragazzini insofferenti verso noiose lezioni frontali? Ci ha pensato Francesca, il cui cognome evoca sensazioni di calma, tranquillità e pacatezza in grado di suscitare un gradevole piacere. E poiché ognuno ha diritto a un nome, anche le cose, tutto è iniziato dalla parola incenso, seguita da pro-fumo. Un incipit che ha dato vita ad una narrazione. Un percorso di storytelling emozionale che ha tenuto insieme un interessantissimo laboratorio sensoriale partecipativo. Un’esperienza di conoscenza di alcune materie prime naturali – erbe aromatiche, legni, resine, spezie – imparando a percepirne caratteri olfattivi, sfumature e possibili combinazioni. Toccare, guardare e annusare per comporre polveri e miscele vegetali con l’uso di mortai e oli aromatici fino a realizzare bastoncini personalizzati di incenso naturale. Gesti semplici, lenti e concreti, che stimolano la creatività e il piacere di ritrovar sé stessi insieme ad altri.
MANOS DE ORO 2026 – Laboratorio tessuti dell’abbigliamento tradizionale sardo
Una delegazione Arcoiris ha partecipato a Manfredonia all’incontro nazionale della rete “Si può fare”
L’ultimo evento dell’intensa terza settimana per la promozione della cultura romanì l’abbiamo dedicato al patrimonio immateriale di questa cultura in Sardegna.
L’ultimo evento dell’intensa terza settimana per la promozione della cultura romanì l’abbiamo dedicato al patrimonio immateriale di questa cultura in Sardegna. La ricerca di Davide Atzori in base agli studi del prof. Massimo Aresu ha messo a fuoco un sistema di “Ragnatele identitarie e appartenenze multiple” a partire dalla presenza dei Gitanos nella Sardegna spagnola dell’età moderna. La specificità sarda è data dal processo di progressiva acquisizione dei diritti di cittadinanza dei gitani nell’isola che attraverso strategie matrimoniali con la popolazione locale ha consentito un maggior livello di integrazione e radicamento territoriale (sedentarizzazione). L’esposizione della ricerca ha favorito un dibattito molto partecipato sull’origine dei cognomi attraverso l’uso del patronimico e del toponimico dopo il nome proprio. Ciò avveniva per esigenze istituzionali di identificazione in modo più diffuso tra le comunità agro-pastorali in cui erano insediati, mentre l’attribuzione del nome si traduceva come forma di autocoscienza identitaria.





























































